Non ci sarà nessun “Svuota Carceri” è tutto già scritto.

Siamo un popolo bombardato dalle informazioni e questo ormai è cosa nota, basta accendere un computer oppure connettersi al proprio profilo Social per ritrovare la nostra bacheca invasa dalle più svariate notizie. In Modo particolare in questo periodo dove c’è un susseguirsi di decreti atti a fronteggiare questo dramma chiamato”Covid19″.

Una notizia che più di tutte mi ha colpito rigurda l’ultimo decreto denominato “Cura Italia” ed è:l governo promuove lo svuota carceri” per un attimo sono rimasto interdetto e dentro di me ho pensato: ma come, un governo sostanzialmente giustizialista permette una cosa del genere? Quindi ho attesoconansia la pubblicazione del decreto nella gazzetta ufficiale e dopo aver letto 123 articoli finalmente arrivo all’ art 124 che recità questo:

Bene questo paragrafetto, parla di una licenza fino al 30/06/2020 per persone attaualmente detenute che godono di un regime di semilibertà ovvero escono alle 07: 00 del mattino e rientrano alle 21:00 di sera.

Quindi di cosa stiamo parlando? perchè tutto questo clamore? . Certo và detto ci sono state delle rivolte poi sedate che hanno interessato molti istituti penitenziari italiani e addirittura ci sono state delle evasioni di massa. Ma non riesco veramente a comprendere perchè questo paragrafetto abbia scatenato questa polemica. Ovviamente non essendo un avvocato posso pensare che in questo paragrafetto ci sia un codice criptato riconoscibile solo dagli addetti ai lavori. Pertanto chiedo l’intervento di un noto giurista specializzato in Diritto penitenziario e dell’Esecuzione penale, che da anni esercita in molte carceri italiane Avv. Leopoldo di Nanna.

L’avvocato di Nanna mi spiega questo: ” Già con le disposizioni risalenti al 1975 i detenuti possono chiedere la detenzione domiciliare quando alla fine delle pena mancano 2 anni . Tale procedura è stata resa più snella dalla legge 199/2010 che dà la possibilità di richiedere la detenzione domiciliare anche ai detenuti con residui pena inferiori ai 18 mesi,ovviamente previo autorizzazione del giudice di sorveglianza. L’assenso del giudice mi viene spiegato non è sempre così scontato anzi . Per tale motivo le parole del ministro Bonafede nelle inteterviste fatte all’indomani delle varie rivolte scoppiate neivari penitenziari italiani ad incentivare una norma che ha ormai 10 anni, quindi nulla di nuovo.

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